La città e il cinema – Uomini sul fondo

“Il più grande film di sommergibili fino ad oggi realizzato”, cita la locandina del film.

Siamo all’inizio del secondo conflitto mondiale, e il Ministero della Cultura Popolare avvia la produzione di alcuni film che hanno come soggetto la guerra e le forze armate italiane. Il tenente di vascello Francesco De Robertis, responsabile del reparto cinematografico della Marina, si mette dietro la macchina da presa e dirige il film UOMINI SUL FONDO. Gran parte delle riprese in mare e in edifici di comando si svolsero nel porto e nell’arsenale militare della Spezia. De Robertis confeziona un film esemplare, di un rigore estetico e di ritmo i quali altro non si potrebbero definire che “militari”. L’azione è tesa come una corda, e il montaggio, anch’esso curato dall’autore, mantiene la tensione dall’inizio alla fine. L’opera è corale, i protagonisti sono autentici graduati e marinai, e la puntualità della narrazione è data dal realismo delle immagini e dei volti.

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Si narra la disavventura del sottomarino A103, affondato con l’intero equipaggio sul fondo del mare a causa di uno squarcio in un fianco: si è scontrato con un piroscafo che navigava fuori rotta. Non vedendolo far ritorno alla base, il comando in capo si allarma e dispiega in ricerca imponenti soccorsi aerei e navali. Il sottomarino segnala la sua posizione sganciando una boa in superficie dalla quale trasmette via radio. Iniziano le ardite operazioni di salvataggio che proseguono fino all’alba. La radio civile sospende la programmazione e tiene il Paese col fiato sospeso sul destino degli uomini in trappola sul fondo del mare. Mentre alcuni membri dell’equipaggio sono tratti in salvo tramite una capsula che li riporta uno ad uno in superficie, altri pochi valorosi restano a bordo nel rischioso tentativo di riportare a galla il sottomarino.

La produzione dispose di un largo impiego di mezzi militari, per un film che è insieme spettacolare avventura e realismo documentaristico. Alla lavorazione partecipò un giovanissimo ma già vispo Mario Bava (futuro maestro del gotico italiano), il quale venne alla Spezia con De Robertis a lavorare come aiuto operatore.

UOMINI SUL FONDO, del 1941, ebbe una lunga lavorazione ricompensata da un discreto successo di pubblico. Seguirono, per la serie, altri film, come LA NAVE BIANCA di Roberto Rossellini. Ma quella che sarebbe stata l’imminente disfatta della gloria armata italiana, tramutò alcune di queste pellicole, in fase di gestazione nel corso del conflitto o, successivamente, in fase di postproduzione, in amari documenti di un’aspettativa vittoriosa che avrebbe lasciato spazio all’amarezza di considerazioni tutt’altro che gloriose e fiere, nei confronti dello splendore bellico.

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